Damaris Tió: bailarina o bailadora? L’intervista!

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Damaris Tió: bailarina o bailadora? L’intervista!

Una vera protagonista della scena Damariscaraibica della nostra zona! Damaris mi invita a pranzo da  lei per far quattro chiacchiere. Era un pochino titubante visto alcune interviste precedenti nelle quali hanno travisato le sue parole ma lei si fida di tutti e, come mi dice infatti dopo: “..poi, se le persone si comportano male son cavoli loro!”. Come non essere d’accordo?! 😉Damaris 2

M-COSGrazie mille per l’invito a pranzo, sono curioso di cosa mi prepari: ho subito accettato!
DamiFigurati! Hai fatto bene, mentre cucino per te e per il mio ragazzo chiacchieriamo così mi è più comodo, dai!
M-COSCerto! Iniziamo con il tuo nome intero, nazionalità etc.
DamiSono nata a Cuba e mi chiamo Damaris Tio Royero. Il mio nome intero è questo, qua in Italia il secondo cognome me l’hanno cavato (è anche un po’ romagnola, eh?! NDR) ma sarebbe così. Noi mettiamo il cognome del padre ed anche quello della madre. In realtà sarebbe Tió ma mi hanno tolto anche l’accento.
M-COSHan fatto un po’ come cacchio gli pare! 😀 😀 Quindi ora tu abiti a Cattolica?
DamiSì, sono vent’anni che abito in Italia, ora sono a Cattolica ed ho un figlio maschio avuto nel 2002 quindi ha 13 anni.
M-COSCosa ti ha portato lontano dal tuo Paese ed a venire in Italia?
DamiBeh, io sono sempre stata innamorata dell’Italia, fin da piccola il mio sogno era vivere in Italia!
Non sono venuta con l’intenzione di vivere in Italia, però, ma per lavorarci: io ero in un gruppo di balli popolari a Cuba e mi è stato offerto un contratto di 2 anni in Italia per fare spettacoli ed altro con tutto il gruppo. Facevamo balli tradizionali e siamo venuti in Italia per fare interscambio culturale, logicamente ho preso l’occasione al volo visto l’amore per l’Italia che avevo!
Il contratto doveva essere di 2 anni di lavoro ma è stata una fregatura: mi sono accorta che avevo un visto di turismo e non di lavoro quindi dopo 3 mesi sarei dovuta andare via!
Ho continuato a lavorare per questa agenzia per un altro anno ma ero scoperta, ero “illegale”, il fatto era che la scelta era rimanere illegale in Italia o tornare a Cuba senza 10 € in tasca. Io ero partita facendomi i conti che per 2 anni sarei rimasta lontana da casa ma che avrei guadagnato la somma scritta nel contratto più vitto e alloggio ed allora mi son detta “no, io non torno a Cuba senza niente: rimango qui, sotto la mia responsabilità“.
M-COSQuindi sei rimasta in Italia girando col gruppo di ballo con i vostri spettacoli.
DamiSì, era nel 1997 e noi eravamo a Roma ma non facevamo solo gli spettacoli: animazione, serate, spettacolini dei balli nostri tipici ed anche lezione di ballo. La nostra agenzia ci aveva proprio preparato per fare i maestri ed eravamo con dei piccoli corsi in giro per tutta Roma.
M-COSDopo un anno, un anno e mezzo sei venuta qui in Romagna?
DamiNo, io sono rimasta 4 anni a Roma, sono venuta a lavorare Gabicce nel 2000! Nei quattro anni a Roma ho continuato a fare l’animatrice, lezione etc. ma ho fatto anche la barista, la cameriera, pulivo gli striscioni… di tutto! Comunque lavoravo tutto il giorno perché naturalmente avevo l’affitto da pagare, la famiglia da mantenere a Cuba, avevo anche un cane: avevo anche un figlio, no?! 🙂 Mi stavo preparando! 🙂
M-COSQuindi tu davi anche una mano alla tua famiglia a Cuba?
DamiSempre! Tanto è così, chi esce da Cuba deve dare una mano perché lì c’è poca possibilità. I primi anni son stati duri infatti non conoscevo cos’era la depressione e l’ho conosciuta qua in Italia. Lavorare lavorare, lavorare: della serie lavori 17 ore al giorno e basta, non avevo nemmeno il tempo per lavarmi i capelli, io vengo da un Paese che è tutto l’opposto e quindi ho conosciuto qui la depressione!
M-COSPoi come sei arrivata in Romagna?
DamiIo lavoravo al Foro Italico, nel 1999, era proprio l’inizio che il latino prendeva piede, l’unico stand in cui facevano latinoamericano ed era ancora il periodo che la gente prendeva tutto quello che facevi: se ti grattavi sotto l’ascella tutti si grattavano sotto l’ascella pensando che fosse un ballo (Ahahahahah, NRD) non come adesso che ognuno balla per conto suo.
Lì mi vede Luis che lavorava al Savana’s e mi dice “Secondo me il mio datore di lavoro, Paolo, cerca una come te”. Io gli ho dato il mio numero pensando che fosse a Roma e poi gli ho chiesto “dov’è?”, mi dice “Gabicce” ed io, “Boh?!” perché non sapevo neanche dove fosse Gabicce ed infatti mai pensavo di muovermi da Roma e andare a Gabicce!
Invece no, Paolo mi ha chiamato, mi ha fatto una buona proposta ed è iniziata la mia avventura qua con i romagnoli. All’inizio facevo avanti e indietro, 3 giorni qua e 4 giorni a Roma o viceversa lavorando col Savana’s. Ho lavorato con loro per più di 8 anni.
Nel frattempo, sempre al Foro italico mi hanno visto quelli della Rai e mi hanno chiesto di fare un programma televisivo, nel 2001 quando usciva il Grande Fratello e questo programma era la risposta al GF. Era sempre un reality ma più
amiche per casoper gli adolescenti, lo mettevano alle 5 del pomeriggio e si chiamava “Sms: amiche per caso” (reality show trasmesso da Rai 2 nel 2001, in fascia pomeridiana giornaliera per 40 puntate complessive. Il format: otto giovani ragazze insieme in un appartamento a Roma riprese 24 ore su 24 da decine di telecamere, NDR).
M-COSIn generale qual’è e qual’è stato il tuo rapporto con la Musica?
DamiA me piace proprio tutto! Non ho fisse, non mi piacciono! Io la musica l’adoro tutta!
M-COSInfatti adesso stiamo ascoltando musica classica!
DamiSì sì, Chopin! Io amo tutta la musica tranne una: il Rock. Secondo me il Rock ha delle vibrazioni oscure anche se devo dire che Gruppi come i Guns ‘n roses per esempio hanno creato i più bei lenti che ci siano!
M-COSTu hai sempre ballato nella tua vita, vero?
DamiSempre! Sin da quando ero nella pancia della mia mamma, e sai chi imitavo da piccola, davanti allo specchio? Raffaella Carrà! La vedevo in televisione e l’imitavo anche perché lei cantava in spagnolo..
M-COSQuindi non c’è stato un vero momento in cui hai deciso di trasformare questa passione in lavoro, vero?!
DamiNo, è venuto così perché ero in questo gruppetto di balli popolari, a 16 anni e lavoravamo un po’ così ma non proprio ballerina eh?!
M-COS In che senso?
DamiCi tengo a precisare questa cosa. Voglio spiegare perché la gente non ha capito. Ci sono le bailarine e le bailadore: io sono una bailadora! La ballerina è quella di cabaret, quelle che escono con le piume, col costume, fanno gli show così. Io ero una bailadora che faceva el baile populare, mai cabaret e via dicendo. È tutta un’altra cultura, tutta un’altra roba! Loro vengono proprio dalle scuole dove le preparano per fare gli show di cabaret, nelle notti con i costumi e tutto, io invece vengo da un gruppo aficionado che faceva gli spettacoli di piazza, insomma i balli tradizionali, baile popular, facevamo i balletti ai cantanti quando si esibivano. È tutta un’altra roba, infatti io a Cuba ballavo la musica da discoteca non ballavo la salsa! 🙂 Ho iniziano dopo a ballare la salsa, quando sono entrata in questo gruppo.
M-COSCom’era la scena caraibica i primi anni che sei arrivata qui?
DamiBeh, i primi anni al Savana’s si vedeva che si ballava, ci si divertiva, non erano molto bravi ma c’erano molto i balli di gruppo, si ballava molto merengue, bachata. Nella salsa non erano bravissimi, devo dire!
M-COSOra una domanda un po’ personale: come fai a coniugare la tua vita privata con il lavoro?
DamiBeh, è facilissimo: intanto lavoro di sera, di giorno faccio la casalinga, la mamma, la compagna, l’amica. Faccio sempre in modo di fare le scuole la sera, dopo mangiato. Al primo posto c’è la famiglia, l’ho messa sempre al primo posto! A casa vedo di lasciare tutti sistemati, pronti per andare a nanna ed io inizio a lavorare!
M-COSQuindi il trucco è: non fermarsi mai!
DamiNon fermarsi mai, chi si ferma è perduto!
M-COSHai mai pensato di smettere con il ballo o con l’insegnamento?
DamiL’ho fatto! Con le serate ho smesso e son stata ferma per 2 anni perché il ballo non è e non è mai stata la mia priorità. Ho sentito il bisogno di staccare. Io al primo posto metto Dio, poi la famiglia.
Avevo smesso anche per questo: mi serviva per lavorare su me stessa.
Adesso ho ricominciato a fare il minimo, per scelta mia, e mi piace anche così anche perché mi diverto di più. Preferisco più vivere fino alla mezzanotte, dopo la mezzanotte: casa! Ahahah, voglio casa dopo la mezzanotte!
M-COSCome valuti la scena latina nella zona rispetto sia al resto d’Italia sia al tuo Paese?
DamiQuando arriva l’estate qua arrivano i turisti, sia dal nord che dal sud e li vedi come ballano e ti rendi conto che loro sono molto più avanti, ma molto! Potrebbe essere anche colpa nostra degli insegnanti ma può darsi anche di no perché dipende anche da come vivi il ballo! Io mi reputo fortunata visto che quelli che vengono alla mia scuola lo fanno per divertirsi, senza fanatismo! Forse quelli che vengono da Torino, Napoli, la stessa Roma sono più fissati con lo stile, vogliono proprio il massimo e vogliono il più, il più…
Rispetto al mio Paese devo dire che gli Italiani ballano più salsa dei cubani, alla grande! Fanno ottantamila giri ma questo è quello che vogliono: se tu insegni solo un po’ di movimento gli allievi se ne vanno. A cuba fanno due giretti, quattro passi in croce e sono felici, basta così.
M-COSVuoi aggiungere qualcosa, vuoi mandare un messaggio a quelli che ci leggono?
DamiBeh, ci sono dei concetti per quanto riguarda il ballo, in quello che ho sperimentato in più di vent’anni, che sono fondamentali!
Per me il ballo, specialmente la salsa perché è quella che ballo di più, è un momento di comunione, di condivisione e per me è come fare l’amore. Anzi di più!
L’aspetto delle scuole poi, le vedo anche come una terapia! È meglio che andare dallo psicologo perché lavora molto sulla persona: è un filo molto molto sottile, quasi invisibile. Tu vai lì perché vuoi andare a ballare ma invece ti serve proprio nella vita! Per esempio la maggiorparte degli uomini italiani sono insicuri, le donne più dominanati: lì, nel ballo, è tutto il contrario, si rovescia la medaglia. Nel ballo è l’uomo che deve guidare, deve acquisire la fiducia della donna, la donna deve lasciarsi andare, essere femmina, dimenticarsi tutto: il nome della figura, che mi vuole far fare.. niente! Lasciarsi andare! Questo è già un lavoro per la donna ed anche per l’uomo ed io lo vedo tutti i giorni ed aiuta tantissimi anche il fatto di ballare tutti con tutti. Fa bene proprio all’anima, ti scarica!
Anche me, mi stai vedendo, ti sto cucinando: qui sono la Damaris ma una Damaris che non centra niente con quella che hai visto in pista. Lì io non sono più Damaris, io divento un’altra, io mi trasformo. È sempre una parte di me ma viene fuori lì nel ballo: io mi immedesimo in un personaggio, divento la pantera, divento una “diosa” (dea in spagnolo, NDR) della salsa, sensuale etc ma poi, a casa, sono un’altra.
Quello mi fa bene perché nel ballo butto fuori quella parte di me che altrimenti non verrebbe fuori.
M-COSOk, ora ti vorrei chiedere… è pronto? 😀 😀
DamiAhahah, sì, certo, mangiamo 😀

Forse un po’ “diosa” della Salsa lo sei 20151028_131053Damaris.. Anche casalinga italiana ma con le abitudini ed i gusti del suo paese: perfetto, direi! 😉
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felicidade


Commenti

Damaris Tió: bailarina o bailadora? L’intervista! — 5 commenti

  1. Pingback: Elvis & Sabrina: tanto lavoro e grandi risultati! - L'intervista - LatinMagazine

  2. Ballare con Damaris ha davvero un sapore speciale, 15 anni fa o come ieri sera e’ stato e sara’ sempre un piacere immenso condividere 3 minuti di salsa con te. Un beso grande Damaris.

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