Prince Royce: personaggio o artista?

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Prince Royce: personaggio o artista?

Geoffrey Royce Rojas è l’Artista Latino che ha venduto più dischi nel mondo nel 2011, il vero Re della Bachata romantica, classe 1989, nato Prince Royce: personaggio o artista?e cresciuto nel Bronx, New York, una città che lo ha condizionato e formato artisticamente. Genitori della Repubblica Dominicana, padre tassista e madre stilista, secondo di quattro fratelli. Durante l’adolescenza partecipa al coro della scuola elementare, compete in alcuni talent show, e, all’età di 13 anni inizia a scrivere poesie, che poi adatta a basi musicali componendo vere e proprie canzoni.

Bel viso, bellissima voce, giovanissimo ed abile come personaggio, soprattutto verso un pubblico di giovani ragazze: viene spesso da chiedersi se sia il solito frutto della strepitosa macchina da star che è l’industria discografica statuniteste. Ricordiamo che Prince Royce viene prodotto dalla Sony!

Ciò che incanta al “primo incontro” di Royce è la sua voce: sottile, armonica, dolce e malinconica. Ci sono molti modi di “correggere” la voce grazie alla tecnologia audio sviluppata Live - Prince Royce: personaggio o artista?ai giorni d’oggi ma dal vivo non ha mai tradito le aspettative e la sua voce si è rivelata limpida e fedele all’originale.

Guardando alle sue origini scopriamo che la sua prima esecuzione pubblica è stata alle elementari e sulla quale dirà: “Mi sentivo veramente a mio agio in scena“. A 16 anni scrive le sue prime composizioni musicali con lo pseudonimo di Prince Royce. A 18 anni partecipa al programma “Sabado Gigante” dove esegue la sua versione di “Stand by me” e brani di Wisin y Yandel. In un’intervista ha affermato che uno dei suoi primi lavori fu in un negozio di vendita di telefoni cellulari: “Ho dovuto farlo per pagare i musicisti, lo studio e l’intera base per quello che sono oggi. Dalla serenata, alla pulizia del materiale, al negozio di telefoni cellulari, dovevo farlo”.

Durante la sua infanzia e l’adolescenza, ascolta diversi generi musicali come la musica techno, il pop, il rap, l’hip-hop, il rock e la bachata, ma soprattutto nello stile di Michael Jackson, Usher, Ginuwine, Juan Luis Guerra, Anthony Santos (non Romeo Santos… è un altro 😉 ) e gli Aventura.

Non è assolutamente orientato verso la bachata ma le sue origini sono “vive” dentro lui (la Repubblica Dominicana è da sempre la patria della bachata) e soprattutto l’incontro con Andrés Hidalgo, che, dopo aver ascoltato uno dei suoi demo, diviene il suo manager, lo orientano verso lo stile della bachata. Hidalgo è, infatti, assolutamente convinto quando afferma che la sua voce è perfetta per questo genere.

Il riferimento al più navigato ed esperto Romeo Santos viene immediatamente spontaneo, come per ogni nuovo cantante di bachata in quel periodo e di quel periodo, identificare Royce come uno dei tanti “Romeo Santos wannabe” ma contrariamente alle aspettative, dopo il primo album (chiamato “Prince Royce”), pubblicato con la Top Stop Music di cui è direttore Sergio George (presentatogli da Hidalgo), Royce Phase 2 - Prince Royce: personaggio o artista?continua con l’album “Phase II” per poi uscire con un “greatest hits” nel quale collabora con i Manà e con Luis Enrique, nella salsa “Sabes”. Con il secondo album passa all’Atlantic Records per poi approdare alla Sony Music solo al terzo album.

Sicuramente è molto seguito dai suoi produttori ma Royce non è certamente un fuoco di paglia: vince, infatti, parecchi premi oltre ad essere un enorme successo a livello di vendita dischi. Nella sua bacheca può vantare ben otto “Lo Nuestro Awards“, undici “Billboard Latin Music Awards”, quattro “Premios Juventud” e due “Cassandra Award”.

Costruito? Puro talento? Entrambi direi, no?!

Geoffrey Royce Rojas è un ragazzo sicuramente fortunato, perchè dotato vocalmente, ma sicuramente capace e di successo!
Probabilmente era scritto nel destino che il suo futuro sarebbe stato nella musica: un grande Artista, sicuramente seguito dai suoi manager che hanno saputo indirizzare bene la sua vena musicale. Le sue canzoni emozionano sempre e noi siamo felici di poterle ballare!

Piccola curiosità: quando nelle sue prime canzoni usa l’intercalare “2 strong” non è per autoelogiarsi (di certo non manca di autostima) ma fa riferimento all’azienda del suo manager-talent scout, appunto chiamata così!


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