I Caiman: dall’Argentina in Italia

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I Caiman: dall’Argentina in ItaliaI Caiman

Un’occasione che non potevo lasciarmi sfuggire era quella di intervistare uno dei gruppi latini più importanti se non il più importante per lo sviluppo della musica caraibica in Italia: i CAIMAN!

Argentini di origine e di nascita nella formazione principale, sono arrivati in Italia molti anni fa portando nelle piazze un suono quasi totalmente nuovo e scaldando i cuori (ed i piedini) di quelli che poi sarebbero stati gli appassionati, i ballerini ed i maestri di oggi!

M-COSVoi siete partiti dall’Argentina, da Cordoba nell’86 ma voi già avevate un gruppo tu e tua moglie Ives che si chiamava, appunto, “IVES Y DANIEL”.
DanielSì, la prima volta che siamo arrivati in Italia è stato nel 1982 però avevamo dei problemi con i documenti dei bambini perché erano piccolini e così siamo tornati in Argentina. Il gruppo si chiamava “Drama” in Argentina e solo dopo, una volta arrivati stabilmente in Italia, nell’86 l’abbiamo chiamato “IVES Y DANIEL”. Nel ’90 sono nati i Caiman!
Quello che ci ha portato via dall’Argentina, se devo dire la verità, è stata la situazione politica che c’era in quegli anni. C’erano i militari al potere e noi non la pensavamo come loro. Eravamo musicisti, artisti, però eravamo perseguitati come tutti ed alla fine uno lascia perché ha paura fondamentalmente per i figli piccoli. Avevano 7 e 8 anni.
M-COSCome mai proprio in Italia?
DanielPerché la mamma di Ives è italiana, di Lucca. Inizialmente siamo arrivati a Viareggio, poi siamo stati a Siena ma un amico mi chiamò e mi disse:«Guarda che qui in Romagna si campa di musica! Conosco un po’ di gente, venite qui!» e così nell’87, ’88 mi son detto:«Vengo, ci provo!». Era vero! Così abbiamo debuttato per il capodanno 1988 a Rimini: 200.000 lire più la cena per 5.
M-COSBeh, all’epoca era una bella somma!
IvanErano in 2 a suonare!
DanielSì, eravamo in 2 poi i figli e la suocera a cena. 😀
M-COSAh, beh, anche la suocera, giustamente… 😀
Senti Daniel, ho letto e ascoltato vostre interviste dove dite di dover ringraziare le scuole di ballo ed i dj per avervi supportato: non credi che siano più loro a dover ringraziare voi?
DanielAh, magari!
M-COSC’è da dire che voi siete stata la prima band che ha suonato musica latinoamericana in Italia, i primi che han fatto conoscere questo mondo a tutti noi!
DanielSì, beh, dicono così. Io so che c’era un’altra band, di Trento ma erano un gruppo di appassionati, amatori e non professionisti. Erano bravi però, eh?! “Ocho rios” si chiamavano. Noi siamo stati i primi professionisti ed è vero, siamo stati i primi in un certo senso.
IvanA volte ci fermano dei ballerini, maestri di ballo etc. che ci dicono:«Bravi, io ho cominciato ad appassionarmi a questa musica quand’ero piccolo e sentivo voi» ma io gli rispondo che ero piccolo anch’io all’inizio! 😀
M-COSBeh, tu sei proprio cresciuto sul palco!
IvanÈ vero! Era il ’94, a 17 anni la prima volta che son salito sul palco a cantare e suonare. Mio fratello ha cominciato a 16. Poi si è laureato ed è andato via, oggi fa altro.
M-COSDaniel, cosa ne pensi della frase: i latinoamericano hanno il ritmo nel sangue, gli italiani no.
DanielNo, ora come ora non sono più d’accordo. Forse prima, quando tanta gente si approcciava, iniziavano i primi corsi etc. sì ma ora no. Ora forse hanno anche più passione di me. Certo noi abbiamo la passione di suonare ma ballare no, è un’altra passione.
M-COSI vostri concerti e le vostre serate si tengo per la maggiorparte in Italia, andate anche all’estero?
DanielSì, quasi esclusivamente in Italia. A volte andiamo in Slovenia, in Svizzera ma sporadicamente.
M-COSVoi non fate solo serate ed ospitate dove suonate la musica di altri ma pubblicate singoli ed album vostri: che sfumature ha e che direzione ha preso, com’è cambiato il vostro suono?
DanielSì, è cambiato, è cambiato molto perché facendo questo come lavoro abbiamo dovuto adeguarci anche alle mode musicali del momento. Devo dire che tutto sommato ci faceva anche piacere perché accodandoci allo stile musicale del momento arrivavano i risultati, la cosa ci aiutava.
IvanSì, secondo me la musica del mondo latinoamericano si è pian piano mischiata anche con l’elettronica, un genere che va dala Salsa al Reggaetton.. è una miscela di molte cose nell’ultimo decennio.
M-COSRimpiangete qualcosa del movimento del passato?
DanielL’intimità forse. L’intimità si è persa molto, non c’è più tempo magari per spiegare, per raccontare un pezzo. È tutto molto veloce
IvanIn piazza ancora si riesce a fare questo. Nelle feste di piazza hai tempo per parlare, per raccontare cosa stai suonando… a Daniel piace, gli piace proprio parlare col pubblico ma in discoteca no, è tutto molto veloce! Il suono è vivo, un pezzo dietro l’altro: non bisogna lasciare che la gente vada via dalla pista, che sia annoi. Devi essere continuo!
DanielBisogna stare molto attenti a non confondersi mai: una volta mi è successo, al PalaCavicchi di Roma, c’erano 1000 persone più o meno in pista ed ho avuto la malaugurata idea di dire 2 cose e fare un merengue… ho svuotato la pista! Mi sono sentito malissimo perché ovviamente non l’avevo fatto apposta, credevo che ormai li avevamo conquistati ma niente, nulla! Loro volevano quello e quando abbiam sbagliato li abbiamo persi e dovuto riconquistarli. Lì abbiamo dovuto anche renderci conto che avevamo sbagliato e che loro erano un po’ i padroni della situazione.
M-COSQuali sono i pezzi che più vi rappresentano e che sentite più intimamente vicino?
IvanNegli ultimi anni, le canzoni che più ci rappresentano sono sicuramente “La mano de Dios” su Maradona, che è un merengue ed alla fine la gente lo chiede sempre.
DanielLo abbiamo messo negli ultimi 3 dischi, con arrangiamenti diversi, sempre nuovi ma non può mancare, ecco!
IvanUn’altra è “Abrazame” una salsa romantica che è sicuramente il tipo di salsa che ci rappresenta molto, che piace e che sentiamo molto!
M-COSPer te Daniel?
DanielGuarda, io sono molto vicino non soltanto a un pezzo. Io sono molto vicino alla emozione che da quel pezzo in quel momento, a quello che trasmette alla gente ed io lo prendo come mio in quel momento. L’altro giorno mi han fatto questa domanda ed alla fine ho detto 8 nomi di pezzi diversi: c’era “La mano de Dios”, c’era “Abrazame”, c’era “Dejame un beso que me dure hasta lunes”… sono tutti pezzi che ci hanno accompagnato i questi anni senza nemmeno rendercene conto ed io ci sono affezionato e non so scegliere.. 🙂
M-COSVoi avete anche lavorato in televisione e tra gli altri anche in Rai dove avete ricevuto un “premio alla carriera”. Cos’ha significato per voi ricevere questo premio?
DanielPer me molto! Per loro, i ragazzi è diversoCaiman, premio alla carriera, i giovani non danno importanza a queste cose ma a me è piaciuto molto il gesto perché non è stata una cosa così, del tipo:«A chi diamo questo, dai, diamolo a Daniel»; non è stato così, l’ho percepita come una cosa desiderata, sentita.
IvanBeh, il premio alla carriera di solito è una cosa che si da a fine carriera invece così non è stato per noi. Certo per me più che altro è stata una cosa trana ma solo perché io sono ancora un ragazzino, bisogna vedere in futuro, se me lo meriterò ma ora e in quel momento era più una cosa per la storia che appartiene più a loro, ai miei genitori.
M-COSHo letto che tu, Daniel, dai il merito della longevità e dell’unione del gruppo a tua moglie Ives
DanielSì sì, se lei ci molla è un casino! Non solo perché è la voce femminile ma lei da una freschezza alla nostra musica che è incredibile! Quando lei canta è come se la gente riscoprisse il gruppo ancora e ancora.
M-COSÈ uscito da poco il vostro nuovo album: come sta andando? Raccontateci qualcosa a riguardo.
DanielBene, devo dire bene. C’è da sottolineare una cosa. Noi godiamo, e lo dico con molto orgoglio, di un rispetto molto particolare da parte delle orchestre di ballo. Ci trattano sempre molto bene ed ogni volta ci interscambiamo delle cose, più loro con me che io con loro. Questo perché noi riusciamo a portare i loro pezzi in questi ambienti, li latiniziamo e li mettiamo in scaletta. Loro non possono farlo perché non vengono invitati in questi ambienti e questo nostro album è stato fatto in collaborazione con tutti loro! A questo album hanno dato il loro apporto gente come Gianni Drudi, Omar Lambertini, Giorgio Bersani, Marco Mariani del Bandiera Gialla etc.
IvanNel disco ci sono anche canzoni nostre, l’album si chiama “Dilo amando” ed è il nome di una Kizomba che è nell’album e che abbiamo scritto noi con gli arrangiamenti di Pepe Jose Orta. Quindi abbiamo pezzi nostri, cover, pezzi latinizzati, un Cha cha cha ed una Kizomba che da il nome all’album.

Un gruppo che è stato importantissimo per la diffusione della musica caraibica e che continua oggi a darci emozioni e quella bellissima possibilità di ballare musica dal vivo.
Grazie Caiman! 😉

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felicidade


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