I “social”, ce li racconta Andrea Romani

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I “social”, ce li racconta Andrea Romani

Andrea Romani - Salsa RiminiCiao amici di LatinMagazine, mi è stato chiesto di parlarvi dei famosi “social”… lo farò dal punto di vista delle mie esperienze personali e quindi nessuno se ne abbia a male se dovessi dimenticare qualcosa o qualcuno.

La definizione che ho appreso “sul campo” di questa parola è la seguente: un social è un evento in cui viene posto al centro il puro gusto per la musica e per il ballo, in questo caso latino. Non che in una serata di ballo “normale” questi due ingredienti non ci siano, ma questo specifico tipo di evento è caratterizzato da un’assoluta libertà dalle imposizioni e dai vincoli dell’aspetto commerciale che, invece, sono presenti nelle normali serate in discoteca. Ad esempio, in un social, un dj può sentirsi libero di proporre brani che potrebbero svuotare la pista, proponendo canzoni ottime “solo” come ascolto oppure importanti da un punto di vista “culturale”.

Un altro aspetto generalmente associato al social è il contesto completamente informale in cui si svolgono come scuole di ballo o palestre. L’informalità è data anche dall’approccio del pubblico stesso all’evento: se da una parte c’è chi lo vive quasi come serata di gala, tantissimi altri lo vivono all’estremo opposto, presentandosi in tuta da ginnastica o pantaloncini.

La storia ufficiale vede nascere questaLVG-Salsa-Social-Feb-2014 tipologia di evento a New York. In tutta sincerità non conosco la data del primo social ma già dai primi anni 2000 ce n’erano di storici e affermatissimi. I racconti di amici del posto narrano che sempre più persone si trovarono nella condizione di veder sempre meno soddisfatto il loro gusto musicale nei locali notturni: il gusto musicale di quelle persone si rivolgeva principalmente a brani e generi del passato, che nei locali venivano proposti sempre meno a vantaggio di nuove tendenze, mentre i locali, evidentemente, avevano programmazioni legate alle produzioni più recenti.

salsany targaI social newyorkesi si orientavano verso la musica del passato ma di quale passato!? Il passato che ha fatto conoscere al mondo la musica e il ballo caraibico, quello che chiamiamo Salsa e, con grande rilevanza, della stessa New York ovvero gli anni ’70.

Un inciso: non entriamo nel merito dell’eterna discussione sulla paternità dei nostri amati ritmi afro-cubani ma è indubbio l’apporto della grande mela nella diffusione degli stessi, generando anche il famoso termine “Salsa”.

In questo scenario, ovvero con questo tipo di “domanda”, alcune scuole newyorkesi hanno iniziato ad organizzare al loro interno questo tipo di feste proprio per accontentare questa fascia di pubblico.

A New York, tuttavia, club “normali” in cui ascoltareclub cache NY questa tipologia di musica ne esistevano eccome! Personalmente, ad esempio, intorno al 2004 ho frequentato il Magic Fly ed il Club Cache.

Personalmente credo veramente nell’intento “cultural-sociale” di questo movimento ma in tutta sincerità non riesco a ignorare che ci sia stato anche un po’ di marketing in queste operazioni.

Il social newyorchese più storico credo sia senza ombra di dubbio il “Jimmy Anton“, che quest’anno ha pure visto nascere una edizione romana grazie jimmy_antons_social.jpgad Adolfo Indacochea. Più recente ma altrettanto importante è “La Vieja Guardia” con dj “La Conga” (LVG) e che quest’anno, ad agosto, compie il suo ottavo La vieja guardiaanniversario.
Forse meno famoso, ma altrettanto bello è il “Piel Canela” a cui ho partecipato nel 2004 insieme all’amico e dj Andrea Nicoletti: pomeriggio indimenticabile… Saliamo all’11esimo piano di questo grattacielo, non appena ci affacciamo sulla sala rimaniamo stupiti di questa “semplice scuola di ballo”! Enorme, parquet ovunque e super lucidato, impianto sonoro che non sfigurava con i locali della nostra riviera!

Subito ci hanno accolto come se fossimo “di casa”… io ho associato da sempre il termine Piel Canelasocial a questo ricordo: sconosciuti di un altro continente che ti accolgono come se fossimo amici della loro stessa scuola! Musica eccezionale, spettacoli di gruppi di allievi da far impallidire noi “piccoli” maestri locali …e pizza a tranci come se piovesse!

Fin qui un racconto generale su cosa furono e cosa siano tutt’ora i social sin dalla loro nascita a New York. Seguirà una seconda parte sull'”esperienza italiana” e soprattutto su ciò che, sulla scia degli eventi oltreoceano, si è cercato di costruire nella nostra zona di Rimini e non solo!

A presto, Andrea.


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